Dati 2021 dei disturbi alimentari in Italia. Dalla Ragione: “Un’epidemia nella pandemia”

Sotto la lente i disturbi alimentari: più autolesionismo e suicidi, il ruolo dei social, sempre di più i maschi colpiti

Si è conclusa a maggio 2021 una survey a livello nazionale con lo scopo di ottenere dati a livello epidemiologico relativi a pazienti con Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. E i risultati colpiscono con quattro principali fenomeni emergenti: aumento dell’autolesionismo negli adolescenti affetti da disordini alimentari, aumento dei maschi (quadruplicati rispetto alle ultime rilevazioni), aumento dei suicidi negli adolescenti affetti da DCA ( rapporto di 1 a 6) e aumento dell’uso dei social (Instagram e TikTok) come diffusione dei disordini alimentari.

A dare i dati è la dottoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra, psicoterapeuta e direttore Rete Disturbi Comportamento Alimentare Usl 1 dell’Umbria, in occasione del 2 giugno, giornata mondiale contro i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. «La raccolta dati – spiega la Dalla Ragione – ha previsto l’incrocio di diversi flussi informativi (ospedale, territorio ,specialistica , centri DCA) da tutte le regioni italiane: Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) relativi ai ricoveri ospedalieri di tali pazienti, accessi al Pronto soccorso, richieste e accessi ai Centri DCA censiti nella mappa www.disturbialimentarionline.it e analizzati da CINECA ».

Dati 2021 dei disturbi alimentari: i numeri

«I dati del 2019 già completati – aggiunge la dottoressa – vedono un numero complessivo di 327.654 nuovi pazienti arrivati all’osservazione per tali patologie  nel  corso del 2019. I dati del primo semestre 2019 sono 163.547 nuovi casi. Ricordiamo che le patologie alimentari necessitano di lunghi trattamenti (mediamente 3 anni) e il carico assistenziale globale dei nuovi casi e casi in trattamento è stato rilevato nel numero di 2.398.749 pazienti, un dato sottostimato poiché esiste in questa patologia una grande quota di pazienti  che non arriva alle cure.  Si assiste ad un calo dell’età mediana e della proporzione di ricoveri di sesso femminile rispetto a quelli maschili, confermando un abbassamento dell’età di insorgenza dei DA ( il 20% della popolazione ammalata è è alla fine del 2019  sotto i 14 anni)  una loro maggiore diffusione nella popolazione maschile ( nella fascia tra i 12 e 17 anni  comprende il 10%) , due dati che dovranno essere presi in considerazione nella programmazione dei servizi sanitari. 

Dati 2021 dei disturbi alimentari: il ruolo fondamentale delle Regioni, non tutte ben ‘attrezzate’

Un altro ambito di riflessione, come aggiunge la dottoressa, riguarda inoltre l’offerta assistenziale, perché nonostante i molti sforzi compiuti, negli ultimi anni molte regioni non si sono ancora adeguate alle indicazioni del Ministero della Salute rispetto alla costituzione della rete assistenziale regionale dedicata. Analizzando la variabilità dei tassi di ospedalizzazioni nelle diverse regioni italiane, emergono infatti forti differenze tra una regione e l’altra. Nelle regioni dove sono presenti reti di servizi diffuse e specializzate nel trattamento dei DCA (Veneto, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia) il tasso di ospedalizzazione, che ricordiamo, segnala la necessità di un ricovero  salvavita,  è molto più basso, mettendo in evidenza come un intervento precoce e territoriale possa evitare l’aggravarsi dei quadri clinici e migliorare la prognosi. Spesso non si muore di anoressia e bulimia, ma si muore per non avere potuto accedere alle cure.

Dati 2020 sui disturbi alimentari: aumento delle richieste di cura

I dati della survey del primo semestre 2020 confermano inoltre un aumento della patologia con aggravamento dei quadri clinici e esordi precoci: sono stati rilevati nei diversi flussi informativi 230.458 nuovi casi: se i dati del primo semestre 2019 erano 163.547, si è invece avuto nel 2020 un aumento dei dati provenienti sia dalle SDO sia dai Centri specialistici, con un ulteriore abbassamento dell’età di esordio. 

Da settembre a novembre 2020 il trend  della domanda di cura è ancora cresciuto e il secondo semestre sta confermando l’aumento e l’abbassamento dell’età di esordio.  

La domanda di cura si è scontrata inoltre con una difficoltà ad una presa in carico da parte del SSN , determinata dalla emergenza sanitaria ,che come per tutte le altre patologie ha determinato un ritardo nella presa in carico. 

Disturbi alimentari: come chiedere aiuto e supporto?

Se si avverte un disagio a livello di alimentazione, è bene parlarne subito con un familiare o una persona di fiducia e chiedere supporto. In alternativa, ci si può rivolgere al medico di famiglia, che saprà indirizzare verso la via più adeguata al caso, e che ha l’obbligo di rispettare la privacy dei pazienti. Tuttavia, dato che la tematica è molto delicata e spesso è complicato aprirsi con qualcuno, si può far ricorso al numero verde 800180969 e a tutte le informazioni presenti nel sito Disturbi Alimentari Online (disturbialimentarionline.it), dove è possibile anche trovare una mappa delle strutture sanitarie e delle associazioni che si occupano di DA.

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Noemi Matteucci

Noemi è docente di lingua inglese, laureata in traduzione tecnico-scientifica e giornalista pubblicista. Ama il buon vino e il buon cibo. Curiosissima e dinamica, adora viaggiare e perdersi nella natura, che si tratti del giardino di casa, di un parco o di montagna. È nata e vive nella verde Umbria.

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